La discarica di Ozieri

 

 

 

 

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IMPIANTI - Impianti di scarico controllato

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L’impianto di scarico controllato per rifiuti non pericolosi per rifiuti urbani in località “Coldianu” gestito dalla Chilivani Ambiente Spa, nasce da una cava dismessa nelle campagne del territorio di Ozieri, da un iniziativa del Consorzio per la Zona di Interesse Regionale di Chilivani-Ozieri.

Fino al 31.12.2009 la discarica di “Coldianu” è stato l’impianto di riferimento per il conferimento dei rifiuti urbani prodotti da diversi Comuni della Provincia di Sassari (sub-ambito D2), per una popolazione complessiva pari a ca. 80.000 abitanti.
Dal 1° gennaio 2010 l’impianto costituisce il riferimento per il conferimento dei sovvalli degli impianti trattamento di Ozieri, Macomer e Tempio Pausania e per lo smaltimento dei rifiuti non pericolosi di enti pubblici e società private.
La capacità complessiva dell’impianto è di circa 820.000 m3, il primo modulo di capacità pari a ca. 286.000 m3, entrato in esercizio nel 1996, è attualmente in fase di post-esercizio, l’ampliamento di capacità complessiva pari a ca. 540.000 m3 è entrato in esercizio nel febbraio 2005.

L’impianto, ha un sistema barriera del fondo e delle pareti per evitare l’inquinamento del sottosuolo e delle falde acquifere.
Il sistema barriera di fondo del modulo in esercizio è realizzato (dall’alto verso il basso) con i seguenti materiali:

  • strato di 100 cm di argilla avente coefficiente di permeabilità K <= 1.10-6 cm/s;
  • strato drenante di sottotelo di spessore 20 cm; i primi 15 cm costituiti da ghiaia fine (Ø 6-12 mm) e gli ultimi 5 cm da sabbia (Ø <= 2 mm);
  • telo in HDPE spessore 2 mm a facce ruvide;
  • strato drenante di captazione percolato di spessore 30 cm; i primi 15 cm costituiti da sabbia (Ø <= 2 mm) ed i restanti 15 cm costituiti da ghiaia grossa (Ø 32-64 mm).

Il sistema barriera delle pareti è costituito dalle seguenti unità (dal basso verso l’alto):

  • geotessile di grammatura 300 g/m2, con strato di protezione per i teli sovrastanti onde impedire il contatto diretto col terreno;
  • materassino bentonitico ad alta capacità impermeabilizzante ad adatto per la posa su pareti anche a forte pendenza;
  • telo in HDPE spessore 2 mm, dello stesso tipo di quello previsto nel fondo e ad esso solidale;
  • strato di protezione.

In ciascun modulo, il percolato è drenato da una rete di tubazioni fessurate posizionata sul fondo e raccolta tramite una tubazione principale che per caduta convoglia il percolato alle rispettive vasche di stoccaggio. Il flusso è regolato da valvole a saracinesca ubicate a monte delle vasche.

Nel modulo in post-esercizio inoltre, il percolato è drenato e convogliato alla vasca di stoccaggio tramite una rete di raccolta superficiale collegata alle tubazioni di drenaggio collocate all’interno dei pozzi in opera di captazione del biogas tramite gli eiettori. Tale rete di raccolta è fondamentale per la corretta aspirazione del biogas, in quanto gli stessi pozzi che potrebbero intasarsi di percolato e impedire l’aspirazione del biogas.
Il percolato viene periodicamente prelevato ed avviato a smaltimento in impianti di trattamento autorizzati allo scopo.

Il biogas captato dall’impianto è avviato a combustione in torcia.
Il sistema di drenaggio e aspirazione è costituito da pozzi in opera del diametro di 600 mm e da una rete di captazione orizzontale per il modulo in esercizio e da pozzi trivellati e drenaggi orizzontali per il modulo in post-esercizio.

L’impianto è sottoposto a un periodico monitoraggio e controllo per evitare fenomeni di inquinamento.
Le analisi chimiche sono eseguite periodicamente da un laboratorio accreditato SINAL e sottoposte al controllo degli Enti preposti allo scopo.
In particolare sono eseguite analisi chimiche sulla qualità di:

  • acque di falda dei quattro pozzi spia posti a monte e a valle dell’impianto;
  • monitoraggio dell’aria a monte e a valle dell’impianto
  • percolato modulo in esercizio
  • percolato modulo in post- esercizio
  • biogas all’ingresso in torcia.

Periodicamente si registrano i parametri meteo-climatici mediante la centralina meteo posta all’ingresso dell’impianto.

Dal 28 dicembre 2009 la gestione dell’impianto è autorizzata dall’Autorizzazione Integrale Ambientale (A.I.A.) N. 3 del 16 dicembre 2009 rilasciata dalla Provincia di Sassari ai sensi del D.Lgs. 18 febbraio 2005, n. 59.